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Aggiornamento: 15 feb




Stime basate sulla popolazione e analisi degli ultimi decenni indicano che circa il 10% della popolazione generale riferisce sintomi di insonnia, associate a difficoltà e compromissioni diurne che si ripercuotono negativamente sulla qualità di vita e sui rapporti interpersonali (National Institute of Health- State of Science Conference Statement, 2005)


ANCHE TU SOFFRI DI INSONNIA ?!

Hai una predominante insoddisfazione riguardo alla quantità e qualità del sonno associata a queste variabili?

  • difficoltà ad iniziare il sonno

  • difficoltà a mantenere il sonno con frequenti risvegli o problemi di addormentamento dopo il risveglio

  • risveglio precoce al mattino con incapacità a riaddormentarsi.

Il fatto cha hai un sonno alterato, ti causa disagio e difficoltà nella giornata successiva alla notte insonne? Come sono i tuoi rapporti sociali e il tuo rendimento al lavoro, a scuola, nelle attività che svolgi di solito?


PER SEMPLIFICARE...SEI INTRATTABILE IL GIORNO DOPO ?


Quante volte alla settimana ti capita di dormire poco e male?

Fai fatica a gustarti il sonno almeno 3 volte a settimana?

Questa difficoltà persiste da almeno 3 mesi nonostante esistano adeguate condizioni per dormire?

Certo se hai un bambino piccolo, una persona da accudire continuamente o un piccolo animaletto peloso che disturba sempre durante la notte è normale e non rientri nei casi elencati qui sopra, ma se tutto a casa tua sembra nella norma.......??

Ora valuta la tua insonnia e pensa se prendi dei farmaci o delle sostanze psicoattive che potrebbero interferire con il tuo sonno. Non prendi niente? Meglio così, altrimenti è il caso di leggere nel bugiardino se i farmaci che prendi potrebbero darti insonnia.

Valuta anche se in questo periodo stai soffrendo di forte ansia o di disturbi dell'umore che potrebbero disturbare notevolmente il tuo sonno. E' normale infatti che in periodi particolarmente stressanti e critici della vita il sonno sia uno dei primi a soffrirne.

Un'altra valutazione molto importante da fare è quella di verificare che l'insonnia non si verifichi esclusivamente durante il decorso di un altro disturbo del sonno/veglia come ad esempio la narcolessia, il disturbo della respirazione notturna oppure un disturbo del ritmo circadiano o altri disturbi del sonno.

Se hai risposto affermativamente a tutte queste domande, potresti soffrire di insonnia ma considera, SE TI PUO' ESSERE DI AIUTO PER TRANQUILLIZZARTI, che la principale caratteristica dell'insonnia è la dichiarata insoddisfazione della persona che soffre nella QUANTITA' e QUALITA' del sonno.

Hai capito bene, l'insonnia è decisamente la sensazione personale di avere un sonno scarso e quel poco, è addirittura disturbato.

PERCHE' PROPRIO A ME !?


Non ti preoccupare, non sei l'unico, Come hai letto all'inizio dell'articolo sono moltissime le persone come te che non accolgono subito Morfeo. Tieni presente che questo disturbo potrebbe derivare da una predisposizione individuale della persona coinvolta, la quale, attraversando momenti della vita difficili ( ad esempio stress acuti, separazioni, lutti, cambiamenti a livello lavorativo, familiare, di salute), potrebbe momentaneamente perdere la capacità naturale di addormentarsi o di dormire tranquillamente instaurando successivamente una cronicità nel disturbo del sonno, focalizzando la propria attenzione sul momento dell'addormentamento.

Cosa significa?

Significa che quando non stiamo bene perché stiamo attraversando un periodo di vita molto stressante ci potrebbe capitare di non riuscire a dormire bene... ed è normale! Quello che però entra in gioco nell'insorgere dell'insonnia cronica (quella che dura da più di tre mesi), così come l'abbiamo spiegata sopra, è l'adozione di atteggiamenti e comportamenti che vengono messi in atto per sconfiggerla.

OVVERO, PIU' TI SFORZI DI DORMIRE, E PIU' AUMENTA LA PROBABILITA' CHE SI INSTAURI L'INSONNIA. LA MENTE CHE PENSA E' NEMICA DEL BUON SONNO.


COSA POSSIAMO FARE?


​Iniziamo con il fare una valutazione psicologica per diagnosticare comorbilità con altri disturbi .

Una comprensione di eventuali disturbi psicologici in concomitanza (causa o conseguenza dell'insonnia) e una valutazione dell'opportunità o meno di intraprendere un trattamento MIRATO ai disturbi del sonno, ci restituirà un quadro di insieme che ci permetterà di decidere l'intervento più adeguato.


Rivediamo il nostro modo di dormire

  • Qual'é la mia necessità di sonno se sono un cronotipo gufo o allodola, breve o lungo dormitore?

  • Mi bastano 6 ore di sonno ? o sono meglio 8?

  • A che ora è meglio coricarsi per essere sufficientemente riposato ?

  • Come "mettere in pausa" la giornata prima di dormire ?

Recuperiamo la naturalezza del dormire

  • Quali sono i meccanismi del sonno e perché soffro di insonnia?

L'affiancamento nella comprensione dell'importanza dell'igiene del sonno e nel cambiamento di alcune abitudini di vita che favoriscono la permanenza dell'insonnia ci aiuterà a tornare alla naturalezza del sonno.

Affiancheremo tecniche di rilassamento allo scopo di contrastare un'eccessiva attivazione mentale e fisiologica in preparazione all'addormentamento.

ATTENZIONE !!!! RICORDA PERO' CHE I MIRACOLI NON ESISTONO !! SE VUOI VERAMENTE SCONFIGGERE L'INSONNIA DEVI ARMARTI DI TANTA MOTIVAZIONE


​Bibliografia:

Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali DSM-5 (2014, Raffaello Cortina Editore, Milano)

Federica Farina, Tornare a dormire –Una guida pratica per dormire meglio e superare l’insonnia. Epc editore , 2021

Violani C, Devoto A, Curare l’insonnia senza farmaci, Carocci Faber 2009.

Lavie P, Il meraviglioso mondo del sonno, Grandi tascabili Einaudi, 1999



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Aggiornamento: 5 ott 2021

Esiste il diritto di chi ha perso un amico animale, di provare tristezza, smarrimento, dolore senza incorrere nell'indifferenza e nella mancanza di tatto da parte di parenti e amici.



La felicità che ci dà un animale domestico è nota a molti fortunati. Chi non ha un amico animale non sa cosa si perde. Gli animali sono totalmente dipendenti da noi, ci offrono compagnia e conforto nei momenti più bui e il legame che si crea con loro ci offre l'opportunità di condividere ed esprimere ciò che noi siamo nel profondo, senza il bisogno di stare sulla difensiva per quello che riguarda i nostri sentimenti e le nostre emozioni.


E' proprio questa loro profonda e incondizionata accettazione del nostro "Io" più vero e l'opportunità che ci danno di offrire amore senza essere giudicati o rifiutati che connota questa relazione speciale, che tanto ci arricchisce.


I nostri amici animali creano intorno a noi un'oasi di benessere in cui ci sentiamo accettati e amati incondizionatamente e dove possiamo prendere qualche momento di pausa lontano da un mondo che per molti versi è ipercritico e ci vuole sempre performanti.


In questo mondo, in cui tutto sta diventando veloce e superficiale, il nostro amico diventa il nostro confidente più segreto a cui svelare i nostri sentimenti più intimi, sicuri che lui no...non ci tradirà mai. Grazie a questa relazione così speciale, quando sono in vita riceviamo da loro tanta gioia e amore ed è anche per questo motivo che quando i nostri amici ci lasciano, o peggio, quando siamo noi che dobbiamo decidere di recidere quel legame per non farli più soffrire, il nostro cuore si lacera.


"Poiché li abbiamo resi inconsciamente simboli viventi della nostra innocenza e dei nostri sentimenti più puri, potremmo avere la sensazione che sia morta anche una segreta parte di noi, come se si fosse aperta una voragine immensa nell'anima" (Wallace Sife, Addio amico mio).


Esistono ovviamente diversi tipi di legame che si creano con un animale domestico e di conseguenza esistono differenti gradi di sofferenza che percepiamo alla morte del nostro animale.

Chi nutre un legame debole, lo considera come qualcosa di utile e di cui doversi prendere cura in termini di semplice accudimento fisico. Un esempio calzante sono quei poveri cani che vediamo attaccati alla catena giorno e notte che alla loro morte verranno, con pochi rimpianti, rimpiazzati da un altro animale.


Per alcune persone con un legame moderato, l'animale è invece un oggetto carino, che procura gioia e intrattenimento, ma che rimane pur sempre una "cosa" da possedere e che permette di soddisfare le esigenze e i capricci del momento. Certo è presente l'affetto, ma alla morte di questo animale ci sarà tristezza e sconforto che però passano in fretta nel momento in cui lo si sostituirà con un altro esserino.


Infine ci saranno le persone che hanno sviluppato un legame molto profondo con il loro amico animale.

Come riconoscerli? Sono le persone che parlano in continuazione con i loro amici animali, che sono entrati profondamente in sintonia con loro, tanto da essere certi di conoscere in anticipo le loro esigenze, i loro bisogni e le loro emozioni. Il legame con questi animali diventa parte integrante della loro vita tanto che le abitudini e il quotidiano girano completamente intorno a questa unione speciale.


Quando la vita di questo animale finisce è quindi più che comprensibile che si soffra in maniera unica e straziante.

Per queste persone, che dipendono moltissimo da questo rapporto, unico e speciale, che dona loro estrema sicurezza e protezione, la morte del loro amico rappresenta la fine di questo legame così totalizzante.

In questi casi, non abbiamo perso SOLTANTO un animale ma abbiamo perso un amico sincero, un confidente, un essere speciale che ci ha accompagnato nei momenti più difficili come in quelli più gioiosi.

NON ABBIAMO PERSO SOLTANTO UN ANIMALE, e questa perdita non può essere paragonata a nessun'altra.


Il lutto per il nostro amico, in questo caso, potrà essere per taluni più intenso di quello provato per un essere umano, con l'aggravante che nessuno o pochi ci comprenderanno.

"E' soltanto un animale" sarà la frase che ci sentiremo ripetere all'infinito, con il suggerimento di sostituirlo quanto prima con uno "nuovo", come se questa nostra perdita non fosse importante.


Ci saranno molte persone che non capiranno mai l'essenza del nostro lutto, anzi cercheranno di sminuirlo o peggio ridicolizzarlo e risulterà per alcuni alquanto difficile esprimere apertamente il proprio dolore, senza vergogna o con la paura di essere derisi o giudicati in malo modo. Proprio questa tendenza ad isolarsi nel proprio dolore e a reprimere le proprie emozioni potrebbe portarci a non elaborare completamente questo lutto e vivere costantemente nella tristezza e nel ricordo del nostro amato amico senza avere l'occasione di ritornare a sentirsi felici come quando lui era al nostro fianco.


E' bene anche ricordarsi a tal proposito, che tutti noi siamo portatori di un "bagaglio emotivo" pesante, che proviene dalle numerose esperienze pratiche ed emotive che abbiamo fatto nella vita e talvolta la difficoltà di elaborazione del lutto del nostro amico animale dovuta ad una tristezza e ad un dolore eccessivo potrebbe derivare da sentimenti e ricordi di cui non siamo immediatamente consapevoli ma che vengono risvegliati in un periodo di estrema vulnerabilità e confusione.

In questo caso il ricorso ad un bravo psicologo che possa aiutarci a rielaborare e a distinguere le precedenti esperienze dolorose da quest'ultima, potrebbe farci intravedere la luce in fondo al tunnel.


ALCUNI SUGGERIMENTI PRATICI

  1. Trovate persone empatiche con cui poter sfogare il vostro dolore e piangete, piangete e ancora piangete. Date voce alle vostre emozioni, piano piano il dolore e lo smarrimento inizieranno a dissolversi ma se tratterrete i vostri sentimenti e le vostre emozioni, ritarderete l'elaborazione del lutto e il processo di guarigione.

  2. Non ostacolate il ritorno alla normalità ma permettetevi di accettare e rivivere i ricordi con intensità. Non tenete troppi oggetti che vi ricordano il vostro amico, magari metteteli temporaneamente in una scatola che riprenderete successivamente.

  3. A casa stabilite nuove abitudini, cambiate l'ordine con cui fate le cose. Siate impegnati, lavorate, meditate, leggete, andate al cinema, fate tanta attività fisica che aiuta a guarire anche dalle ferite dell'anima.

  4. Tornate nei posti che vi ricordano il vostro animale ed accettate che ora non c'è più, con la consapevolezza però che i ricordi rimarranno per sempre con Voi. Fate un elenco di tutte le cose intelligenti e simpatiche che faceva, aggiungete nuovi aneddoti ogni volta che ve ne viene in mente uno. Quando sarete pronti, leggete questa lista a qualcuno che possa consolarvi, ridendo, piangendo e poi ancora sorridendo. Tutto ciò fa parte del processo di guarigione.

  5. Infine se il dolore risultasse troppo forte e insuperabile, rivolgiti ad uno psicologo che sarà sicuramente in grado di capire l'enorme sofferenza che stai passando senza giudicarti ma aiutandoti a recuperare le forze per eventualmente rimetterti in gioco con un altro ESSERE SPECIALE.

BIBLIOGRAFIA

  • Wallace Sife (2016). Addio amico mio. Affrontare il lutto per la perdita di un animale domestico. Armenia

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